Continua il racconto sulla storia di Crono, vista dagli occhi del CTO. Se ti sei perso l’episodio precedente di questo racconto ti suggerisco di recuperarlo qua Crono vista dagli occhi del CTO (parte 11) prima di procedere. Let’s go!
É passato un po’ di tempo dall’ultimo episodio (fine giugno): ho interrotto la cadenza di un articolo ogni tre mesi.
Sono abbastanza sicuro che il mondo non ne abbia risentito, ma a livello personale mi dava fastidio l’idea di essere “in ritardo” con questo appuntamento.
Ho avuto bisogno di più tempo, sono successe tante cose dallo scorso aprile e avevo bisogno di metabolizzarle, di trovare un punto fermo che mi permettesse di chiudere il cerchio e avere una visione chiara dell’evoluzione di Crono. Ma andiamo per gradi, inizierò dal raccontare l’evento che ha dato vita ad una piccola rivoluzione, ma prima necessito di una breve premessa.
Siamo una startup ed è abbastanza comune avere un team dinamico in termini di persone che entrano e che escono. In America, anzi, la regola è “hire fast and fire faster” (assumi velocemente e licenzia più velocemente) anche se ovviamente non è trasposta 1 a 1 in Europa.
Tanto meno se i founder sono italiani, ancora abituati al concetto romantico che vede l’azienda come “una grande famiglia”. Per quanto io non abbia mai creduto in questa metafora è evidente che in Crono abbiamo sempre avuto a cuore tutti i ragazzi che hanno iniziato a lavorare con noi, specialmente quelli più giovani con cui abbiamo lavorato quotidianamente a stretto contatto.
Noi founder abbiamo ormai 10+ anni di esperienza che è quel periodo di tempo per cui ti sei già sporcato abbastanza le mani con l’operatività, ma non sei ancora troppo vecchio per non sapere più insegnare come svolgere il lavoro quotidiano. Scegliere ragazzi giovani da formare e crescere, seppure in un ambiente dinamico e poco strutturato, è sempre stato qualcosa in cui abbiamo creduto e investito molto.
Il 28 aprile ho avuto il mio colloquio di routine mensile con Bob, il primo assunto in Crono ad aprile 2023, giovane sviluppatore brillante che mi ha dato una grandissima mano fin dall’inizio prendendosi l’ownership del frontend. Come un fulmine a ciel sereno, mi comunica le dimissioni.
Piccolo step back: il fulmine non è arrivato proprio a ciel sereno, già da un paio di mesi esprimeva qualche malumore ma, presi dal quotidiano e sicuramente impreparati nel gestire proattivamente il rapporto con i dipendenti, non siamo riusciti ad intercettare in tempo questi segnali.
Complici della situazione e incapaci di comprenderla fino in fondo, non mi sarei mai aspettato che Bob, il mio braccio destro, avrebbe abbandonato la nave, qualsiasi fosse la motivazione. Lo davo per scontato. Ero convinto che avremmo continuato ad affrontare questa sfida insieme, iniziata con i primi rilasci fatti per 15 utenti fino a quando avremmo festeggiato insieme il milionesimo utente in piattaforma.
Insomma, come potete capire, ho preso molto male la sua decisione e sono sicuro che dal canto suo sia stata una scelta altrettanto sofferta, consapevole di quanto Bob credesse in Crono.
Questa esperienza mi ha insegnato molto. In particolare, quanto sia importante non dare mai per scontato nessuno nel team e quanto il dialogo continuo sia fondamentale per evitare che piccoli segnali si trasformino in decisioni definitive.
Allo stesso tempo, ci ha resi orgogliosi vedere che le persone che crescono con noi riescono poi a fare il salto verso realtà internazionali di primo livello. È la conferma che Crono è un’azienda piena di talento e che chi passa da qui è pronto ad affermarsi anche oltre i nostri confini.
Preso atto della situazione, dal lato pratico si apriva un grosso problema. Dopo di me, Bob era la persona con maggiore conoscenza tecnica della piattaforma ed, essendo stato il principale sviluppatore frontend nei due anni precedenti, conosceva la maggior parte dei dettagli.
Insomma, avevamo bisogno urgente di trovare un sostituto, senza interrompere l’inerzia del team di sviluppo.
Come chiunque abbia mai dovuto assumere uno sviluppatore sa, trovare la persona adatta è un’impresa molto difficile. Non si tratta solo di trovare le competenze giuste, ma qualcuno con l’attitudine adatta, con cui sia piacevole collaborare e che capisca le dinamiche di una startup, che forse è la cosa più importante.
Insomma, cercando proattivamente, appoggiandoci anche a partner esterni, stavamo facendo molta fatica a trovare una persona adatta. Poi, un po’ per fortuna un po’ perché forse LinkedIn se usato nel modo corretto serve effettivamente a qualcosa, arriva un messaggio ad Alex (che è il king di LinkedIn) da parte di Alen.
Impieghiamo pochissimo a capire che Alen fosse la persona di cui avevamo bisogno e, dopo un rapido iter di valutazione, decidiamo di offrirgli una proposta. Ad inizio giugno era già arruolato nel team, prima ancora che Bob spendesse il suo ultimo giorno in Crono.
In questa fase di transizione ha svolto un ruolo fondamentale Oleh che, con una responsabilità molto maggiore rispetto alla sua giovane età, si è preso carico tutto il passaggio di consegna, assicurandosi di assorbire fino all’ultima goccia di conoscenza da parte di Bob, trasformarla in documentazione e supportare l’inserimento e l’avvio di Alen.
La difficoltà principale è gestire queste situazioni mentre stai spingendo sempre al massimo sullo sviluppo del prodotto. É un po’ come trovarsi a cambiare una ruota, con l’auto in corsa, durante un GP di Formula Uno.
Ormai dopo ~3 anni eravamo consapevoli che fare startup non fosse facile ma più procediamo più ci accorgiamo di quanto continui ad incrementare la superficie delle sfide da affrontare. Questo è ciò che rende entusiasmante il percorso.
Nel frattempo, sul fronte vendite, i numeri continuavano a crescere. Mantenevamo un ritmo costante di crescita, tra il 10% e il 15% mese su mese, segno che stavamo andando nella direzione giusta. Complice del fatto è stato l’arrivo di Luca nel team sales a Barcellona, che con la sua carica di energia e saggiamente guidato da Lorenzo in poco tempo si è preso la leadership del team e ha iniziato a macinare clienti su clienti.
L’arrivo di Alen e Luca ci ha fatto capire quanto i giusti innesti, persone con più esperienza rispetto ai più giovani, potessero portare risultati migliori rispetto a chi stavano sostituendo. Talvolta quando il meccanismo è rodato, specialmente nel team di sviluppo, si tende a farsi andare bene cose che non dovrebbero andare bene.
O meglio, nelle fasi iniziali di una startup, con poche risorse a disposizione, è comprensibile dedicare meno attenzione alla pulizia e all’organizzazione del codice, ma arriva un momento in cui queste cose devono diventare prioritarie. É da lì che passa la sostenibilità a lungo termine di un software.
L’arrivo di Alen mi ha aiutato a comprendere questo aspetto e a farmi fare un passo in avanti su quello che esigevo dal team di sviluppo e alla maturità che avremmo dovuto raggiungere.
Da quest’estate in poi questo ragionamento è stato esteso agli altri team facendoci riflettere su tutte quelle situazioni che per qualche motivo presentavano attriti o non ci garantivano i risultati che ci saremmo aspettati al momento dell’assunzione. Così, negli ultimi mesi, abbiamo deciso di rivedere alcuni ruoli cercando di trovare persone che fossero più allineate alle nostre esigenze e che dimostrassero di potere mantenere il passo di una startup che vuole diventare il miglior software per le vendite al mondo.
Quest’estate è stato un momento di grandi cambiamenti anche per me, dato che sono diventato papà. Ovviamente, da buon founder, ho dovuto gestire questo momento nella frenesia e ritmo assillante tipici di una startup, ma è stato un ottimo banco di prova per testare la mia resistenza e sopportazione allo stress. Non mi dilungherò molto su questo tema, dato che gli ho dedicato un articolo. Se volete potete leggere tutte le sensazioni che mi hanno attraversato in quel periodo direttamente qua: Riflessioni su un’estate di sviluppo software #3.
Ad inizio settembre inseriamo nel team un nuovo giovane backend developer, Lorenzo (detto Magic), con il quale entriamo subito in sintonia, sarà stata la sua spavalderia iniziale che rivelava genialità e sregolatezza allo stesso tempo.

Magic dimostra subito tanta voglia di entrare e di sporcarsi le mani e soprattutto quell’attitudine di volere comprendere a fondo qualsiasi cosa che tocca, migliorandola qualora servisse.
Nel team di prodotto fa il suo ingresso anche Iampona (detto Lampo) che come Scrum Master svolge il ruolo di collante tra business e sviluppatori, dedicando tempo ai dettagli del prodotto che garantiscono il miglioramento dell’esperienza utente.
A settembre però riceviamo altre due “sorprese” a livello di team Sofia e Tom ci comunicano che avrebbero lasciato Crono. Sofia per 2 anni è stata il braccio destro di Alex, un po’ come Bob lo era stato per me, mentre Tom era nel team di vendita da circa un anno ed era un grande uomo squadra che sapeva sempre alzare il morale.
Entrambi erano alla prima esperienza lavorativa. É facile comprendere quando questo dispiacesse sia a noi sia a loro, specialmente perché sapevamo quanto entrambi ci tenessero a Crono.
La loro decisione ci ha aiutato a comprendere che non è sempre una questione lavorativa. Talvolta le scelte devono incastrarsi con i periodi che le persone stanno vivendo nella loro vita. Non sempre un’azienda può richiedere/offrire quello che un dipendente può dare/aspettarsi in quel momento.
Ma avevamo compreso che dovevamo normalizzare queste situazioni, non renderle più grandi di quello che sono. Alla fine il mondo del lavoro funziona così. Bisogna essere consapevoli che si può sempre trovare una persona che possa sostituire nel migliore dei modi chi è in uscita. La macchina deve continuare a correre.
Arriva fine settembre e arriva il momento dell’anno preferito da tutti i Croners: il retreat aziendale. Per quest’anno abbiamo deciso di riunire più persone possibile a Barcellona, dove risiede il nostro team sales che nel frattempo aveva visto l’ingresso di altri esuberanti e talentuosi venditori come Valerio, Alejandro e Alvaro.
L’obiettivo era trascorrere qualche giorno insieme: lavorare, conoscerci meglio e anche svagarci un po’.
14 Croners hanno dimostrato quanto possono fare grandi cose quando si trovano nella stessa stanza. Sono state delle giornate fantastiche. Lavorare spalla a spalla con tutti gli altri componenti del team fa capire quanto talento abbiamo e quanto impegno tutti stanno impiegando per raggiungere l’obiettivo.
É stato bellissimo ricevere i colleghi dall’Ucraina Vlada e Oleh che nonostante le complessità del viaggio hanno voluto a tutti i costi essere dei nostri. La devozione di questi giovani ragazzi ed il loro impegno costante è encomiabile.

Durante il retreat noi founders abbiamo deciso di prenderci qualche momento per stare tra noi, per riallineare obiettivi e direzione ma anche per lasciare ai ragazzi il tempo per conoscersi e divertirsi tra loro.

In quei giorni abbiamo condiviso con tutto il team la direzione e gli obiettivi per il futuro: vogliamo diventare il sales tool migliore del mondo.
Per riuscirci serve che siamo tutti allineati sulla vision, dal prodotto al marketing, dalle vendite al customer success e dobbiamo dare il massimo in ogni momento per riuscire a migliorarci giorno dopo giorno.
Soprattutto abbiamo svelato a tutti cosa stesse bollendo in pentola nel team di prodotto: avevamo deciso di trasformare Crono in una AI go-to-market Platform e ribaltare completamente la user experience così come stanno facendo i tool più avanzati del momento.
Guardate un po’ qua:
Muoverci in questa direzione è stata una scelta radicale. Dopo tre anni di sviluppo, sempre pronti a recepire le esigenze dei clienti e ad eguagliare il livello di funzionalità di tutti gli altri tool sul mercato, sapevamo che avremmo dovuto alzare il livello e far sì che Crono potenziasse i propri utenti grazie all’AI.
ChatGPT ha aperto la strada ad un nuovo modo di interagire con il computer e siamo convinti che da qua a 3 anni tutti i software andranno in questa direzione.
Siamo stati i primi nel nostro settore a compiere un cambiamento così disruptive. Arrivarci prima degli altri ci fornisce quel vantaggio competitivo e tecnologico che può darci la spinta per attestarci come il sales tool definitivo nell’era dell’AI generativa.
Condividere questo progetto con tutto il team ha creato un entusiasmo (hype) incredibile. Eravamo tutti super GASATI (come direbbe il mitico Alvaro), anche se ancora non comprendevamo che avremmo avuto davanti delle settimane intense di lavoro per portare a termine il progetto nei tempi previsti e coordinare gli sforzi con i team marketing e sales.
Avevamo segnato sul calendario il 12 novembre come data di lancio. Per farci trovare pronti lato team di sviluppo abbiamo dovuto organizzare il lavoro nel miglior modo possibile ed in tempi ristretti e coinvolgere nel progetto un partner esterno (Polarity – uno dei migliori Partner AWS italiani) che grazie alla grande esperienza di Giovanni (co-founder) e del suo team è riuscito a supportarci alla grandissima nel mettere a terra questa iniziativa.
Internamente il lavoro non è stato da meno a partire dal grande impegno di Vlada che ha dovuto stravolgere l’interfaccia di Crono, al team frontend che ha lavorato arduamente per materializzare visivamente l’idea e al team backend che silenziosamente è riuscito ad orchestrare l’interazione con il nuovo modulo AI e le funzionalità della piattaforma esistente.
Insomma da quest’estate stiamo vivendo un periodo intenso di progettazione e sviluppo che ci sta dando una carica incredibile, soprattutto adesso che possiamo toccare con mano il risultato dei nostri sforzi e renderci conto di quanto l’AI abbia fatto fare un salto gigante alla nostra piattaforma.
Ottobre passa così, facendo quello che ci diverte di più: sviluppare software per innovare il nostro settore. Mi è sembrato quasi di rivivere i primi giorni di Crono, quando stavamo per lanciare il nostro MVP ed eravamo pronti per rivoluzionare l’outbound sales!
Ad ottobre abbiamo avuto anche occasione noi co-founder di partecipare ad un po’ di eventi, tra questi:
- Italian Tech Week di Torino: è stato bello incontrare tantissimi colleghi italiani e sapere che ormai siamo riconosciuti e affermati come brand. C’è stato un evento una sera in cui sembrava che fossero tutti nostri clienti o che lo stessero per diventare, anche se non sono sicuro che tutti stessero dicendo la verità, forse era più che altro la FOMO.
- Arrtist di Berlino: evento di altissimo livello dove puoi stringere la mano e parlare con tanti founder importanti a livello europeo. É stato super costruttivo confrontarsi con chi ha raggiunto i livelli più alti e vedere quanto i founder con una passione smisurata per il loro prodotto riescano a trovare sempre un modo per raggiungere i loro obiettivi.
(ndr tra l’altro ho constatato che a Berlino le persone di successo siano molto più umili degli omologhi italiani) - Saastock: siamo arrivati in finale alla pitch competition per vincere 1 milione di $, purtroppo siamo arrivati secondi :O
Ormai siamo a novembre, ed il lancio di questa nuova versione è imminente.
Come immagino abbiate capito da questo articolo negli ultimi mesi sono successe tantissime cose che hanno fatto crescere Crono, hanno fatto crescere noi come founder e hanno fatto crescere me come persona e come CTO.
La cosa che più mi ha reso orgoglioso è che per questo nuovo progetto ho scritto pochissime righe di codice. Ovviamente sono sempre stato pronto a guidare, suggerire, supportare e prendere decisioni, ma è sicuramente un risultato che stiamo raggiungendo grazie al lavoro di tutto il team che ha lavorato in sintonia per ottenere un grande risultato.
Per concludere, voglio condividere il più grande insegnamento che ho imparato da questi mesi: non è detto che quello che serve ad una startup per andare da 0 a 1, sia uguale a quello che serve per andare da 1 a 100.
In certi momenti quindi è necessario cambiare: persone, direzione, priorità, scelte.
Guardando indietro, mi rendo conto che ogni cambiamento, anche quello più difficile, è stato un passo necessario per arrivare fin qui.
Senza tutte queste esperienze, senza tutte le persone che hanno collaborato al progetto, inclusi anche chi non fa più parte del team, non saremmo riusciti ad arrivare dove siamo ora.
Se si vuole continuare a crescere con la propria startup bisogna essere pronti a cambiare e solo accettando il cambiamento si può continuare ad innovare. Su questo Marco ha avuto l’intuizione giusta per lanciarci nella direzione che abbiamo deciso insieme di intraprendere.
Ed ora, finalmente possiamo dirlo:
Benvenuto Crono 2.0!
Keep pushing.
Toplus.