Massimo +1

Sono passati 365 giorni dalla tua nascita e, dopo diversi mesi, ritorno su questo blog.

È inutile sottolineare quanto siano volati, ma al tempo stesso quest’anno racchiude così tanta vita, sensazioni ed emozioni da sembrare molto più lungo.

Rileggendo l’articolo che ho scritto l’anno scorso, Massimo, ho capito subito che cosa è cambiato dopo la tua nascita.

Tu eri il soggetto di quell’articolo, ma in realtà stavo parlando di me. Pensieri, idee, preoccupazioni.
Certo, erano tutte rivolte al fatto che tu stessi per nascere, però parlavo sempre di me.

Quando sei arrivato a casa insieme alla mamma, ti ho trasportato con orgoglio nell’ovetto, così piccolo ma già così ricco di vita. C’erano palloncini e festoni ad accoglierti.
In quel momento ho capito cosa fosse cambiato: non ero più io il protagonista della storia.

Pensavo che il cambiamento sarebbe arrivato tutto insieme, nel momento in cui sei nato.
Invece è entrato in casa un giorno alla volta, mentre tu iniziavi a scoprire il mondo.

Bisognava pensare al latte, alla nanna, ai pannolini, al bagnetto e a tutte le cure necessarie. Qualsiasi cosa passava in secondo piano, perché prima c’eri tu.

Io e la mamma abbiamo iniziato a imparare a fare i genitori e, cercando di fare del nostro meglio, abbiamo capito come questo ruolo sia in continua evoluzione. Ogni volta che pensavamo di avere trovato la quadra, avveniva qualche piccolo cambiamento che sembrava farci ripartire da zero.
Il tempo sa essere ingannevole. I giorni sembrano passare tutti uguali, ma quando ti volti indietro di qualche settimana ti accorgi di quante cose siano cambiate. Quei piccoli progressi quotidiani stavano dando forma al tuo carattere e alla tua personalità.

Ovviamente gestire tutto il resto è diventato più faticoso per noi, ma in qualche modo abbiamo sempre trovato una soluzione, imparando anche che, a volte, è necessario fare delle rinunce.
La mamma ha dedicato tutto il suo tempo a te, dato che non è ancora tornata al lavoro, mentre io ho avuto la fortuna di vederti crescere giorno per giorno lavorando da casa. Ho potuto condividere la gioia di tanti momenti insieme e gioire di tutti i tuoi progressi.

Certo, non è sempre stato facile. Il “mio ufficio” si sta lentamente trasformando nella tua camera: prima sono comparsi un fasciatoio ed un armadio, poi la palestrina ed ora tutti i tuoi giochi. Ho fatto più di qualche chiamata di lavoro con le tue strilla in sottofondo o con te in braccio, mentre provavi a toccare la tastiera.

Ma la fatica era sempre ricompensata dalla gioia di averti vicino.

I tuoi occhi blu, abbinati al tuo sguardo sempre sorridente, hanno un’attrazione magnetica per chi ti sta intorno. Riesci sempre a portare allegria e gioia. Ogni volta che siamo in giro, saluti tutte le persone che incontri e, con la tua dolcezza, riesci a strappare loro un sorriso e più di un complimento.
So che questa purezza è tipica dei bambini, ma spero tu possa mantenerla il più a lungo possibile.

Durante quest’anno non ci siamo privati di niente, abbiamo avuto la fortuna di poterti portare con noi dappertutto. Serate con amici e parenti, weekend fuori porta, vacanze al mare. Hai sempre avuto la curiosità di conoscere ed esplorare e ti sei sempre trovato a tuo agio in ogni situazione, rendendo ogni esperienza piacevole anche per noi.

Sto mantenendo la scrittura del diario che ho iniziato prima della tua nascita, anche se per lo più sto riportando le note sul mio telefono e riesco a trascriverle solo saltuariamente (sono indietro di qualche mese, ma recupererò). Scrivere mi aiuta, mi fa pensare a quello che succede a me e a te, e a come migliorare continuamente. Spero un giorno possa aiutare anche te a capire chi eravamo in questi anni e cosa abbiamo provato mentre tu scoprivi il mondo.

Sono passati 365 giorni dalla tua nascita. Quello che ho capito è che, quel giorno, il dono più grande non l’abbiamo fatto noi a te, ma tu a noi.
Dal momento in cui sei nato, hai iniziato a riempire i nostri cuori e a stupirci quotidianamente per il bambino speciale che sei.

Credevo che mettere al mondo un figlio fosse un modo per lasciare qualcosa di me nel futuro, ma dopo questo primo anno ho capito quanto sia una visione incompleta.
Seppure tu sia così tanto simile a me, sei anche così diverso. Hai il tuo carattere, la tua intelligenza, la tua dolcezza. C’è tanto di me, così come tanto della mamma.

Sei parte della nostra storia, ma soprattutto sei l’inizio della tua.

Buon primo compleanno, Massimo.
Papà e mamma sono super orgogliosi di te.

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